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Rossano, 15.06.2015

Appello ai cittadini, alle forze sociali, alle istituzioni. Io sto con Bucita.

Il 10 dicembre 2013 la Regione Calabria emanava un bando per l’esportazione di rifiuti all’estero. Questo appalto prevedeva la spesa di 190 milioni di euro in due anni per imbarcare 1200 tonnellate di rifiuti al giorno e portarle all’estero. Il capitolato speciale d’appalto prevedeva che tutti i rifiuti della provincia di Cosenza, cioè 750 tonnellate al giorno, avrebbero potuto transitare da Rossano presso l’impianto di Bucita, laddove cioè si conferiscono già i rifiuti di circa 40 comuni e laddove sono situate già due discariche di cui una sotto sequestro per disastro ambientale. Non solo: tutti i rifiuti sarebbero poi finiti nel porto di Corigliano Calabro.

Avrebbe significato piegare l’intero territorio al business della rifiuti, con strade, contrade e porto monopolizzate dalla monnezza.
Ad accorgersene è stato Flavio Stasi, che il 21 Gennaio ha denunciato sulla stampa quanto stava accadendo nel più totale silenzio delle istituzioni.

Per fermare questo scempio il comitato in difesa di Bucita, a partire dal 3 Febbraio, ha dato vita ad un presidio spontaneo e pacifico sulla strada che porta alle discariche a cui hanno partecipato decine e decine di persone. Tale presidio è durato ininterrottamente 33 giorni e 33 notti. Durante tutto questo tempo sono state organizzate due manifestazioni, a Rossano ed a Corigliano, a cui hanno partecipato tutti sindaci del territorio, le scuole, le parrocchie, le associazioni di categoria, ogni sensibilità sociale.

Dopo tutti questi sforzi civili, il famigerato capitolato d’appalto regionale è stato ritirato, il territorio è stato salvaguardato ed i calabresi hanno risparmiato quasi 200 milioni di euro.
A distanza di più di un anno, 3 attivisti del Comitato in Difesa di Bucita e del Territorio, cioè Giuseppe Campana, Bebè Cherubini e Flavio Stasi, nella qualità di promotori del presidio, si sono visti recapitare un avviso di chiusura delle indagini per una presunta interruzione di servizio di pubblica utilità.

Pur volendo, sarebbe stato impossibile interrompere qualsiasi servizio dal momento che in quei giorni le strade dell’intera Calabria erano colme di rifiuti a causa del blocco della discarica di Pianopoli. Il paradosso è che ci sono organi giudiziari che agiscono contro chi difende civilmente e alla luce del sole il proprio territorio mentre non muovono un dito contro l’attentato costante alla salute ed all’economia di tutti i Calabresi che rappresenta il ciclo dei rifiuti in Calabria, un ciclo dei rifiuti che una apposita commissione parlamentare d’inchiesta ha definito “un sistema di potere non estraneo ad interessi politico malavitosi”.

Ci appelliamo a tutti i cittadini, le associazioni, i comitati, le istituzioni, le forze sociali, affinché si stringano intorno a coloro che sono colpevoli solo di amare e difendere coi denti, seppur civilmente, il proprio territorio; affinché in Calabria si smetta di far finta di nulla per le devastazioni mentre si colpisce chi le denuncia; affinché sia chiaro che le comunità calabresi non sono succubi di quel sistema di potere e vogliono costruire un ciclo dei rifiuti diverso, sostenibile, pulito e trasparente.

Invia la tua solidarietà a comitatobucita@gmail.com;

Comitato in Difesa di Bucita e del Territorio

3939164243 – 3341557744 – 3294919192

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