Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua rilancia la lotta

Questo è il testo inviato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ai Parlamentari, aderenti all’intergruppo parlamentare per l’acqua bene comune.

Martedì 15 marzo, la Commissione Ambiente della Camera ha proseguito l’esame della roposta di legge “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico, nonché delega al Governo per l’adozione di tributi destinati al suo finanziamento” (Atto Camera 2212).

Un passaggio dirimente.

E’ stato approvato l’emendamento presentato dalla maggioranza tramite il quale si sopprime l’art. 6 che disciplinava i processi di ripubblicizzazione della gestione dell’acqua.
Di fatto si è svuotato e stravolto l’impianto generale del testo e ne sono stati travisati i principi essenziali.

Ciò è gravissimo anche perchè si snatura una proposta di legge che ha una storia e un percorso peculiare, essendo nata come d’iniziativa popolare e depositata, in versione aggiornata, a marzo 2014.Ciò, inoltre, si configura come un disconoscimento del percorso dell’intergruppo parlamentare per l’acqua bene comune che aveva tra i suoi impegni la sottoscrizione di suddetta legge.

Alla luce di queste considerazioni Le chiediamo di ritirare la Sua firma da tale proposta di legge visto che nella versione attuale non si riconoscono più i principi ispiratori che hanno portato alla sua sottoscrizione. Infatti, contrasta esplicitamente con l’esito del referendum 2011, con gli impegni condivisi da coloro che hanno deciso di aderire all’intergruppo parlamentare per l’acqua, oltre a consolidare un’impostazione che assoggetta l’acqua alle regole del mercato e della concorrenza.

Al fine di rendere pubblica questa decisione La invitiamo a partecipare alla conferenza stampa in programma giovedì 17 marzo alle 14.30 presso la sala stampa della Camera dei Deputati (Palazzo Montecitorio, Via della Missione, 4).

Cordiali saluti.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Link della conferenza stampa webtv.camera.it
Considerazioni:
  • Emblematico ricordare che la Proposta di Legge deriva dalla legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua, presentata con oltre 400 mila firme nel 2007;
  • Ripresentata in questa nuova versione, dall’intergruppo parlamentare e nella legislatura in corso, per recepire le modifiche derivanti e conseguenti dalla vittoria del Sì ai due quesiti sull’acqua nella consultazione referendaria del 2011;
  • Tutti i parlmentari non in quota PD (dell’intergruppo parlamentare per l’acqua bene comune) hanno ritirato la propria firma dalla proposta di legge che quindi arriverà in aula priva delle firme di tutti i gruppi parlamentari ad eccezione del Partito Democratico;
  • Se la maggioranza voterà questo testo si assumerà la responsabilità, davanti a 26 milioni di italiani, di approvare una legge che non concorda con l’esito referendario con cui il popolo italiano aveva ribadito la propria volontà di non privatizzare il servizio idrico integrato e di non ritenere legittima la remunerazione del capitale investito. Con l’abrogazione degli articoli richiamati dai 2 quesiti viene sostanzialmente meno la possibilità di ricavare utili dalla gestione del servizio e, conseguentemente, l’inutilità dell’affidamento ai privati vista l’impossibilità di trarre profitti;
  • Il titolo stesso della legge “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico, nonché delega al Governo per l’adozione di tributi destinati al suo finanziamento” non concorda assolutamente con le modifiche intervenute e va cambiato;
  • Simbolicamente tutti coloro che firmarono la proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua ritirino oggi la propria firma dalla versione  emendata in commissione ambiente e manifestino il proprio sdegno e dissenso.

Tutto ciò mentre l’attacco del Governo è concentrico e accerchiante nei confronti dei servizi pubblici locali,  valutando quanto presente nel Decreto Attuativo della Legge Madia n. 124/2015 in cui si dice che le finalità dichiarate sono:

  • Ridurre la gestione pubblica dei servizi ai soli casi di stretta necessità;
  • Garantire la razionalizzazione delle modalità di gestione dei servizi pubblici locali, in un’ottica di rafforzamento del ruolo dei soggetti privati.

Tuttavia la Legge Madia recita:

  • Individuazione della disciplina generale in materia  di regolazione e organizzazione dei servizi di interesse economico generale di ambito locale (..) tenendo conto dell’esito del referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011.

E se ciò non bastasse, il definitivo colpo di grazia alla volontà popolare ed il disprezzo nei confronti delle forme democratiche e partecipative, si ha nell’Art. 25, comma1, lettera d, che riguarda le tariffe:

  • Adeguatezza della remunerazione del capitale investito, coerente con le prevalenti condizioni di mercato, che è proprio ciò che 26 milioni di italiani avrebbero voluto abrogare con il referendum del 2011.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua afferma che:

  • Lanceremo una petizione nazionale.
  • Se possibile, ripresenteremo la legge di iniziativa popolare nelle forme consentite dalla legge e nella versione originaria;
  • Chi fa la guerra all’acqua non verrà lasciato in pace e saranno pubblicati i nominativi e i relativi  comportamenti di ciascun parlamentare;
  • Chi dice che non vi è la privatizzazione dell’acqua o non ha letto i testi (Legge Madia n. 124/2015 e  Proposta di Legge Atto Camera 2212) o mente sapendo di mentire;
  • Il decreto al testo unico degli enti locali reintroduce le norme abrogate dal referendum sulla gestione dei servizi ai privati, in totale contrasto con la volontà referendaria e con le pronunce della Corte Costituzionale che nel 2012 hanno bloccato un tentativo simile perpetrato dall’allora governo Berlusconi. Si tratta di un fatto grave e che sta passando sotto silenzio, per questo chiederemo le dimissioni della Madia.
  • E’ evidente che questo governo, con il doppio attacco alla legge d’Iniziativa popolare e con il ‘Testo Unico Madia‘, ha deciso di chiudere con l’anomalia referendaria: cioè con quella straordinaria ondata di partecipazione che ha detto che esistono dei beni comuni e che il mercato non può essere l’unico regolatore sociale.

Intanto tutti noi, aderenti al Forum nazionale, aderenti a comitati territoriali e sostenitori delle battaglie per i beni comuni: utilizziamo gli strumenti in nostro possesso per organizzare eventi di sensibilizzazione e  denunciare quanto sta accadendo.

Oggi come allora

si scrive acqua, si legge democrazia!

Peppe Guarascio

Informazioni radiofoniche

radio3.rai.it

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