COSA BOLLE IN PENTOLA

Le incomprensibili interruzioni del servizio dell’acqua pubblica

C’è qualcosa che bolle in pentola sulle questioni che riguardano l’acqua pubblica a Cotronei. Al popolo, ovviamente, non è dato sapere.

Dicono, dal palazzo comunale, che mancano le scorte. Mai sentita roba del genere, specie d‘inverno e con la neve.

E, dunque? C’è di mezzo la Sorical? O forse sono operazioni per qualche altra avventura in house. Oppure cosa?

Diteci cosa succede e, principalmente, ripristiniamo il servizio immediatamente, senza interruzioni. Ci sono di mezzo questioni economiche e della dignità di una popolazione.

Economiche, perché aprire e chiudere i serbatoi provoca danni alle condotte principali e, dunque, costi aggiuntivi al bilancio comunale. Provocano danni alle tubazioni delle abitazioni, alterazioni delle letture dei contatori a causa dell’aria da smaltire, oltre ai costi degli autoclave che pompano acqua anche d’inverno e altri danni annessi. Di questi tempi non è saggio far sprecar denari.

Infine, i più sfigati si ritrovano i serbatoi inutilizzabili a causa del gelo. Solo sei ore di erogazione dell’acqua pubblica: sarà una dose minima consentita, giusto per non dare dipendenza dal servizio. Per le restanti diciotto ore della giornata, invece, si aguzza l’ingegno, quello di sempre: si riempie la vasca da bagno per poter scaricare il cesso e si fan scorte di bidoni e bottiglie di plastica per gli altri bisogni. Proprio nei giorni di festa è a dir poco vergognoso e inaccettabile.

Che non sia una trovata dell’amministrazione comunale per farci degli auguri da ricordare. Insomma, siamo seri.

Si chiedono spiegazioni su quanto sta accadendo. Il sindaco Belcastro spieghi in confronto pubblico quanto bolle in pentola e – per la dignità e l’economia di una comunità, specie in giorni di feste così importanti – disponga l’immediato e pieno funzionamento del servizio dell’acqua pubblica a Cotronei.

Pino Fabiano

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