La lumaca e la centrifuga. Visione, filosofia, stile, attività, laboratori e progetti passati e futuri dell’associazione Il Barattolo Ecotronei

In questo nostro tempo sospeso, è decisiva, quasi necessaria, una trasformazione: bisogna scegliere la lentezza e diventare lumaca. C’è un padrone inevitabile che fagocita con avidità istanti preziosi e ne fa perdere la valenza autentica. Il tempo è contro di noi: scorre inesorabile e con un senso di sfida verso chi vuole trasformarsi. È guerra, guerra aperta tra questa lumaca che cerca nella lentezza il significato pieno e calmo delle cose e il tempo che fugge sempre di più e si nutre della sua stessa velocità. La lumaca, invece, non vuole correre. Vuole assaporare, rallentare per comprendere, perder tempo per osservare, avere tempo per stringere fra le mani un fiore, la mano di un amico e raccontare, trasmettere un’esperienza, condividere un sorriso e progettare… Diventare lumaca è l’unico modo per dare scacco matto a questo inesorabile padrone… Ogni lumaca ha infinite possibilità.
La lumaca del Barattolo ha scelto, tra le altre, la strada della montagna. Lei è l’alfa di ogni nostra azione, il teatro e lo spettatore, è l’alto e il profondo, è il cerchio e il quadro. In questo habitat abbiamo trovato casa e, con noi, tantissime altre persone che accompagniamo durante l’anno e con le quali viviamo insieme questa esperienza. In particolare, nell’appena trascorsa estate, tanti amici hanno voluto condividere la gioia di assaporare lo scrigno inenarrabile di biodiversità che abbiamo la fortuna e il privilegio di custodire ad un tiro di schioppo da casa, spesso senza saperlo, senza consapevolezza. La presa di coscienza di questo è identità ed appartenenza ecco perché bisogna un attimo decelerare… Decelerando, ti predisponi all’incontro in un viaggio comune che diventa esperienza da custodire come quella dell’amico di Milano che, a suo dire, non aveva mai visto tanti alberi tutti insieme e poi cosi alti, fitti. Fermando un attimo il flusso della quotidianità, desideri relazionarti come la famiglia pugliese che, portando con sé il bimbo di due anni, ha regalato a sé e agli altri infinite sensazioni di tenerezza. Arrestando la determinazione della propria attività, ci si rende conto di quanta ricchezza offre il nostro territorio: così biologi impegnati quotidianamente in attività importanti per la comunità, strabuzzano gli occhi di fronte alla pigna dell’abete bianco e alla Lobaria Pulmonaria – nonostante sappiano esattamente di che cosa si tratti e quali siano le loro caratteristiche – e restano estasiati dalla rarità e dall’unicità che si possono ammirare sul monte Gariglione.

Registriamo questa tendenza molto positiva che è testimonianza di presa di coscienza consapevole nei confronti di una parte del territorio calabrese che molti turisti stanno riscoprendo: la Calabria, infatti, è molto conosciuta come meta marittima e ne ha ben donde per l’estensione e la bellezza delle sue coste. È pur vero, però, che, come contraltare, è una regione che ospita ben tre parchi nazionali e riserve regionali, un patrimonio naturalistico di tutto rispetto: caratteristiche che la rendono unica ed ineguagliabile. Questo ci investe di un grande senso di responsabilità che si traduce in una vera e propria missione: salvaguardare, far conoscere e far innamorare i turisti e quanti, pur essendo del luogo, non ne percepiscono la maestosità. Entrare nel bosco non è solo una passeggiata, ma è un vero e proprio percorrere un sentiero nel senso del viaggio, della trasformazione, un cambio di prospettiva, un modo diverso e nuovo di “osservare” la natura con gli occhi dell’anima. Determinante ed essenziale diventa il ruolo della guida che, in quanto conoscitore del territorio, funge da mediatore tra la montagna ed il fruitore: esso invita colui che cammina ad osservare, ad ascoltare suoni, a percepire odori e a farli penetrare nel proprio vissuto. E poi, infine, invita a guardare con occhi sempre diversi e meravigliati quelle cose che l’uomo comune può definire “stranezze della natura”. All’interno di questo cambio di veduta si cala in maniera naturale il gioco dell’unicità che è intimamente legato al concetto di biodiversità e l’altopiano silano ne è uno scrigno opulento, è il tesoro immenso e non nascosto dell’animo pirata della Sila. Tra Sila Grande, Piccola e Greca le unicità e le bellezze si intersecano e si diversificano: la nostra è piccola solo nel nome, ma è grande nella capacità di farci scoprire ogni volta cose nuove, scenari nascosti, tracce del passato, connessioni tra gli elementi naturali che ci ricordano che non possiamo vivere scollegati dalla natura perché insieme ad essa siamo una cosa sola. Non siamo nati per vivere da soli… questo è un assunto particolarmente importante che deve essere consegnato con decisione forza ed impegno alle nuove generazioni affinché esse crescano nella prospettiva giusta. Perché solo così si può operare un concreto cambiamento dello stile di vita che ci riporterà alla semplicità, al necessario.

Ma Il Barattolo non è solo escursionismo! In questo “contenitore”, trovano spazio tanti progetti che si traducono in attività sempre ispirate alla sensibilità ambientale. Idea fondante dell’associazione e spunto di inizio del nostro cammino è stato e rimane il riciclo creativo. Attraverso le attività ad esso collegate abbiamo inteso in primis promuovere le buone pratiche utili a salvaguardare l’ambiente e poi sostenere l’idea che si può dare nuova vita alle cose attraverso il riuso e il riutilizzo dei materiali, proprio come facevano i nostri nonni. Ne è scaturito un intreccio di “connessioni”, una rete ideale che ci ha collegato con altre realtà territoriali sensibili quanto noi a queste tematiche. In questo contesto, molto importante è stata l’esperienza di alternanza scuola lavoro con i ragazzi delle scuole secondarie, in un confronto produttivo e reciproco con alunni e professori che ci ha dato la possibilità di arricchirci vicendevolmente. I temi di educazione ambientale sono stati trattati e lo saranno anche in futuro nelle scuole primarie, humus particolarmente fertile per impiantare il seme della sensibilità già da tenera età. L’interpretazione ambientale è un approccio particolare, empatico, per certi aspetti teatrale, che accompagna l’individuo in un “mondo parallelo”, in una dimensione altra in cui esso trova la possibilità di leggere il circostante in un’ottica che è legata al fantasticamente primordiale, all’ancestrale puro, al primitivo e quindi che riporta l’uomo al contatto con se stesso in un viaggio a ritroso verso le proprie origini e nello stesso tempo proiettato al futuro.
Tutto questo è il Barattolo! Ed inoltre, è l’essenza della tensione e propensione che sottende il suo operato, ossia la volontà di condividere tutte queste esperienze, tutte queste opportunità con più persone possibili, con più sensibilità, con più operosità tangibili perché è insieme che si salva il mondo. L’imperativo categorico è creare una connessione fra gli uomini affinché la condivisione del buono diventi il collante che attiva uno sviluppo sostenibile, in un circolo virtuoso che produce buoni frutti. In questa direzione, abbiamo colto nella partecipazione a Sciabaca – festival di viaggi e culture mediterranee ideato, promosso e sostenuto da Rubbettino Editore che si tiene a Soveria Mannelli ed arrivato quest’anno alla sua quinta edizione – una via percorribile perché l’incontro semplice tra gli uomini, i momenti culturali, quelli ricreativi, l’idea complessiva, hanno fatto vivere ai partecipanti un momento di altri tempi dove la lentezza delle azioni, la convivialità, la gioia di partecipare hanno sostanzialmente messo l’uomo vicino all’altro uomo in un susseguirsi di emozioni e spunti di riflessione e dove le idee di alcuni hanno incontrato le mani di altri, in un intreccio che lentamente, senza scossoni, ha risvegliato e nutrito idealmente il concetto che per andare lontano bisogna partire da chi si ha vicino. E si va, piano, insieme. E piano ed insieme si costruisce!

Maria Assunta Albi – Il Barattolo Ecotronei

 

Tratto da: Cotroneinforma n.141

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