Leggi l’ordinanza dell’inchiesta sui rifiuti petroliferi di Viggiano

Mettiamo a disposizione di tutti l’ordinanza, emessa della Procura di Potenza, del filone dell’inchiesta sul petrolio riguardante i rifiuti  dell’impianto di Viggiano, smaltiti illegalmente anche in Calabria.

Vogliamo segnalare un passaggio che non è stato ripreso dai media calabresi, che vede indirettamente coinvolta la società MIDA di Crotone di Raffaele Vrenna.
R.I. T. nr. 406 progressiva 2718 (Alt. 51 E) del giorno 21 gennaio 2014, alle ore 10:10.

Nel corso della conversazione che segue, avvenuta tra FRULLI Saverio della Tecnoparco Val Basento e Antonio Zagaria della SEMATAF, appare evidente come quest’ultimo avverta FRULLI, mettendolo in guardia, riguardo a dei conferimenti di rifiuti liquidi diretti anche ad altra società, ovvero all’impianto MIDA di Crotone. Notizia questa che Zagaria ha appreso direttamente da Carmela Criscuolo. Qui di seguito i passaggi salienti della conversazione:
” … omissis … Zagaria: Ma tu sai che… col contratto acque… una macchina al giorno deve andare a Crotone da Mida … FRULLI: No … Zagaria: Col contratto che avete voi… FRULLI: No … Zagaria: Benissimo … allora io adesso te lo dico … FRULLI: Eh … Zagaria: Però occhio a come ti muovi… FRULLI: Si… Zagaria: A me mi è stato comunicato che… FRULLI: Si… Zagaria: Una macchina al giorno delle nostre… o delle nostre … FRULLI: Si… Zagaria: Comunque una macchina di tutti quei viaggi che facciamo … FRULLI: Si Zagaria: Ogni giorno deve andare a scaricare a Mida … perchè è un accordo che ha {atto IREOS con Afida… FRULLI: Ah … Zagaria: Così ha detto Teresa Criscuolo … FRULLI· Ah … Zagaria: Chiaro? FRULLI: Ho capito … Zagaria: Eh … FRULLI: Va bene… va bene… va bene… Zagaria: Per ringraziar/o della disponibilità che… hanno dato quand’è stato FRULLI: Eh si… si.. ho capito … ho capito … Zagaria: Però Saverio non mi mettere in mezzo per favore … FRULLI: No … no … assolutamente … no … no … tranquillo … tranquillo Zagaria: Eh … aspetta adesso … mo io ti chiudo la telefonata FRULLI: No … Zagaria: Conta fino a dieci e rilassati… FRULLI: Si … Zagaria: Capito … FRULLI: Non ti preoccupare … non lo faccio adesso … Zagaria: Eh … FRULLI: Non lo faccio adesso … ok… Zagaria: eh … poi quando ti arriverà il programma … FRULLI: Si … Zagaria: E roba varia … che vedrai una macchina … FRULLI: Si … Zagaria: Li chiami e gli dici ma che cazzo [ate … FRULLI: E’ chiaro … Zagaria: Comunque… FRULLI: Va bene… va bene… Zagaria: Ah … tieni conto che noi già stasera stiam … scarichiamo … ah … hai sentito già ieri hanno scaricato una macchina mi sta dicendo il mio collaboratore… invece noi oggi… il secondo viaggio lo caricheremo e domani scaricheremo a Mida… FRULLI: Ho capito … va bene… Zagaria: Fatti un po i conti di quanti viaggi… no … e vedi… FRULLI: Si … si… Zagaria: Tu ce l’hai il programma… scusa… FRULLI: E si… si…si adesso guardo … omissis … “.

Occorre sottolineare come Zagaria, sia dipendente SEMATAF, società del gruppo Castellano, e uomo di fiducia di Giovanni Castellano, che attraverso la finanziaria di famiglia FINCAST, partecipa alla proprietà di TECNOPARCO attraverso la finanziaria dei Somma la FINPAR (vedi infra sui rapporti tra i due246). È chiaro l ‘interesse dello Zagaria quindi ad informare il responsabile commerciale di Tecnoparco, Frulli, sull’ingresso di un competitor nella spartizione della grande torta milionaria rappresentata dallo smaltimento delle acque reflue prodotte dal COVA di Viggiano.

Tratto da: malanova.info

Scarica l’ordinanza: malanova.info

 

ALCUNI PASSAGGI INIZIALI DELL’ORDINANZA

  • […] il CO.V A. di Viggiano produceva, in concomitanza con l ‘attività di estrazione petrolifera, ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi (provenienti rispettivamente dalle vasche TA002 e TM001 della linea 560, contenenti sostanze quali metildietanolammina MDEA e glico le trietilenico ), rifiuti che, data la loro origine e composizione, avrebbero dovuto essere contrassegnati dai codici CER 19 02 04 * (quelli provenienti dalla vasca V 560-T A -002, ossia “miscugli di rifiuti contenenti almeno un rifiuto pericoloso”) e 13 05 08* (quelli provenienti dalla vasca V560-TM-001, ossia “miscugli di rifiuti delle camere a sabbia e dei prodotti di separazione olio/acqua”) e che, al contrario, venivano dal management ENI […] qualificati in maniera del tutto arbitraria ed illecita con il codice CER 16 l O 02 non pericoloso, condotta questa che consentiva alla società petrolifera di smaltire ingenti quantità di reflui liquidi, presso gli impianti di smaltimento sotto indicati, con un trattamento non adeguato e notevolmente più economico […] nonché di trasferire la parte restante dei reflui liquidi presso il Pozzo Costa Molina 2, dove i medesimi liquidi venivano reiniettati ( sebbene l’attività di reiniezione non risultasse ammissibile per la presenza di sostanze pericolose in essi contenute ), attività di reniezione che permetteva ad ENI di risparmiare anche i costi necessari per lo smaltimento di importo totale non quantificabile;
  • […] il dr. LAMBIASE, in qualità di dirigente dell’Ufficio Compatibilità Ambientale della Regione Basilicata, autorizzava con atto di rinnovo n. 0146217/75AB del 9.9.2013 (e qualificando il provvedimento come modifica non sostanziale, ai sensi dell’art. 5, comma l, lettera I-bis e art. 29 nonies del D.Lgs. 152/06) lo scarico nelle unità geologiche profonde Pozzo Costa Molina 2 dei reflui raccolti nel serbatoio V 560-T A -002, liquidi che per la loro composizione ed ongme – e soprattutto per la presenza m essi di sostanze quali metildietanolammina (MDEA) e glicole trietilenico – non potevano essere reniettati nel citato Pozzo, trattandosi di rifiuti speciali pericolosi a cui andava attribuito il codice CER 19 02 04*, intenzionalmente procurando un vantaggio patrimoniale ingiusto alla società ENI pari al risparmio dei costi di smaltimento dei reflui che la società petrolifera avrebbe dovuto sostenere utilizzando il codice CER corretto, omettendo inoltre di adottare i conseguenti provvedimenti […]
  • […] le società ECOSISTEM Srl […], IREOS SpA […], TECNOPARCO V ALBASENTO SpA […], CRISCUOLO ECO-PETROL SERVICE srl […], I.A.M. SpA […], SOL VIC Srl […] e UNIPROJECT Srl […], provvedevano di concerto dapprima al trasporto dei predetti rifiuti liquidi pericolosi dal CO.VA. fino ai vari impianti (peraltro non tutti autorizzati alle relative attività di trattamento e/o smaltimento per determinate tipologie di rifiuti ) a loro facenti capo, ove i rifiuti – nel quantitativo totale di 594.671 tonnellate per gli anni 2013 e 2014 – venivano conferiti, trattati e/o smaltiti utilizzando un codice CER falso (il CER 16 10 02 che comportava uncosto di 33,01 per tonnellata) e comunque diverso da quelli che avrebbero dovuto essere applicati (ossia CER 19 02 04* e 13 05 08* che comportavano costi superiori e ricompresi tra i 40 ed i 90 euro per il CER 19 02 04 * ed euro 160 per il CER 13 05 08*), operazioni che consentivano ad ENI, grazie alla complicità degli altri operatori, di ottenere per gli anni 20 13 e 2014 un risparmio dei costi di smaltimento – e dunque un profitto ingiusto – di valore ricompreso tra i 37.347.881 euro ed i 10.084.031 euro, e che permettevano alle altre società, titolari di impianti non autorizzati, di introitare volumi di reddito diversamente non realizzabili.

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